Fondazione Corriere

La Fondazione Corriere della Sera nasce nel 2001 con lo scopo di custodire e valorizzare il patrimonio storico e culturale del quotidiano. La Fondazione si ispira al libero scambio di idee che caratterizza l’identità del «Corriere della Sera», per contribuire alla costruzione di una cultura della democrazia e del dialogo. In venticinque anni di attività si possono contare oltre 3.270 incontri; 7.400 ospiti, tra Premi Nobel, scienziati, intellettuali, politici, artisti; più di 1 milione di spettatori in presenza e 32 milioni di visualizzazioni online; 90 lezioni rivolte alle scuole negli ultimi sei anni con, in presenza e online, oltre 900.000 studenti e professori di istituti superiori diffusi su tutto il territorio nazionale; 119 libri pubblicati in diverse collane come «Le Carte» e «Terzapagina»; 65 mostre in spazi espositivi in Italia e all’estero. A Milano, la Fondazione Corriere della Sera ha partecipato alla creazione di molti avvenimenti diventati simbolo della cultura cittadina. In particolare, è uno dei principali ideatori e realizzatori di BookCity, a cui contribuisce anche aprendo al dialogo con la città Sala Buzzati, la “casa della parola” dove ormai da due decenni svolge tanta parte della sua attività. Centrale è inoltre l’opera di riordino, catalogazione e digitalizzazione degli archivi che, in quasi 2 km lineari, custodiscono oltre 15.000 fascicoli, 3.000 volumi e 100.000 unità di materiale iconografico. Tutta la documentazione storica del «Corriere della Sera» dalla sua nascita nel 1876 fino ai primi anni Duemila, nonché dei diversi periodici ad esso collegati, da «La Domenica del Corriere» al «Corriere dei Piccoli» a «La Lettura»: carteggi della direzione del giornale con i protagonisti della storia politica e culturale italiana; produzioni grafiche e artistiche, dai disegni ai bozzetti, dalle vignette alle tavole a olio e a tempera; servizi e materiali fotografici, con oltre un milione di scatti, negativi su lastra in vetro e su pellicola, positivi, stampe, diapositive e provini. A tutto questo si aggiungono gli archivi delle case editrici Bompiani e Rizzoli, i fondi fotografici di Armando Bruni e Fedele Toscani afferenti alle testate periodiche del gruppo RCS, e 10.000 unità tra corrispondenze, articoli, taccuini e bozzetti dei fondi personali di giornalisti e illustratori legati al giornale, come Gaetano Afeltra, Eugenio Balzan, Enzo Biagi, Giovanni Cenzato, Roberto Ciuni, Iris de Paoli, Oriana Fallaci, Ugo Guarino, Virgilio Lilli, Piero Melograni, Fernanda Pivano.